Tornare alle radici e riconoscerle!

un passo fondamentale se si desidera guarire profondamente. Un passaggio quasi obbligato per iniziare a provare quel senso di libertà e regalarsi l’opportunità di costruire il proprio presente su basi solide e nuove. Un passaggio che ti permette di riconoscere che hai scelto una determinata famiglia affinché ti mostrasse ciò che avevi bisogno di conoscere ed esperire in prima persona per poi accoglierlo e lasciarlo andare affidandolo ad una forza guaritrice più grande di te e di cui sei una parte integrante.
Come già riportato in altre pagine del blog sono nata a Matera e qui sono cresciuta e mi sono fermata sino al compimento del diciannovesimo anno di età. Sono stati anni ‘ovattati’, anni in cui ho vissuto sotto l’ala vigile e premurosa dei miei genitori e delle persone che ho incontrato in quegli anni. Poi qualcosa è cambiato. Sentivo il bisogno di sperimentarmi, di mettermi alla prova e di allontanarmi da quella realtà che, a tratti, mi sembrava soffocante. Mi portavo dietro la fatica di vivere in un contesto che trovavo ‘provinciale’, preoccupato di sapere tutto di chiunque senza riuscire a mantenere la benché minima privacy. È stato allora che ho deciso di andare altrove pensando, con la scusa di proseguire gli studi, che mi avrebbe permesso di ritrovare una parte di me. È così ho fatto. Mi trasferii a Perugia, dove iniziai un nuovo percorso. Ma anche quello proseguì a fatica con andate e ritorni a casa, a volte, anche un po’ violenti (visti con la consapevolezza e la conoscenza di me odierni). Completai gli studi, mentre nel frattempo mio padre era passato a miglior vita lasciando in me un vuoto enorme e con esso la paura di rivivere la stessa cosa attraverso la morte di altre persone a me vicine. Mi allontanai da tutti, ma in primis da me. Quello fu veramente l’inizio di un nuovo cammino che mi porto’ a girovagare negli anni a venire tra Milano, Dublino, Northampton per poi rifare il giro tornando a Matera e poi ancora a Milano e provincia sino a giungere ai giorni nostri e riconoscere che era il modo in cui avevo deciso di intraprendere il mio cammino di risveglio per ritrovare il mio centro. Lo ammetto è stato faticoso, ma ne è valsa la pena e, contrariamente a quanti dicono che lo rifarebbero, io dico no. Ho imparato ciò che avevo chiesto di imparare e adesso sono pronta a proseguire costruendo passo dopo passo la mia nuova vita. Riconosco che non ho più bisogno di quelle esperienze perché so’ che posso stare bene ovunque se io sono nel mio centro. Riconosco anche che posso stare nella terra che mi ha dato i natali se decido che diventi la mia base dove costruire il mio nuovo presente. Ho riconosciuto il ruolo fondamentale che hanno avuto i miei genitori nel percorso e di come sia stato fondamentale per me, e per loro, giungere nel loro nucleo famigliare e ricoprire il ruolo ricoperto offrendo una parte di me per la guarigione di ferite ataviche, mentre loro offrivano il loro fianco affinché portassi a termine una parte della mia missione.
Ho riconosciuto che è sempre tutto perfetto così come è. Cosi come è stato perfetto, a cavallo tra settembre e ottobre scorsi, il mio ritorno a casa e nei luoghi a me familiari per ricaricare le batterie. Era tempo che non trascorrevo così tanto tempo in quei luoghi a tal punto dal chiedermi perché desideravo così tanto ritornarci. Ma poi ho compreso. È la comprensione e’ giunta vivendo dei piccoli miracoli quotidiani. Il primo fra tutti avvenuto quando ho varcato la soglia di casa a Matera ed ho rispolverato delle vecchie foto. Mi sono sentita per la prima volta a casa. Ho percepito la forza e l’ardore che quella terra mi aveva regalato è tutto ciò che prima creava in me disagio acquisiva una qualità ed una luce mai viste prima. Ho sentito il calore della gente che ha scelto di vivere lì mantenendo alte le tradizioni e l’amore per la terra. Ho sentito che l’attenzione nell’osservarti, volendo sapere tutto di te, era ed è, tuttora, semplicemente il loro modo di vivere l’amore. Il loro modo di farti sapere che anche tu hai un valore e giochi, a tua insaputa, un ruolo importante e/o subordinato nelle loro vite.
Spostandomi da Matera a Castellaneta Marina, dove ho trascorso del tempo al mare godendomi l’energia rigenerante del sole, mi sono riconnessa a madre terra e padre cielo. Era la prima volta che entrando in acqua ne percepivo l’accoglienza vellutata e che, esponendo il mio corpo al sole, ne sentivo il nutrimento profondo. Una sensazione nuovissima e rigenerante. Mi sono esposta per lunghe ore al sole ed ho camminato a lungo nell’acqua permettendo al mio corpo di nutrirsi di quelle nuove sensazioni e nel farlo mi sono riappacificata con l’energia materna e paterna. Entrando in acqua ho avuto come la sensazione di entrare nell’utero materno e di dialogare con esso, mentre facendomi raggiungere dai raggi del sole ho sentito il fuoco della trasformazione. È stata un’esperienza unica nel suo genere, eppure tante altre volte avevo preso il sole e fatto bagni in quelle acque, ma mai sentendomi così.
Ho sentito che il mio mondo stava facendo un click. Che una profonda guarigione stava avvenendo e la mia pelle ne era la testimone prima. Avevo come la sensazione che l’acqua non mi bagnasse veramente, ma mi avvolgesse come una morbida coperta di velluto per accompagnarmi nella rinascita, mentre i raggi del sole mi accarezzavano facendomi sentire amata, permettendomi di abbandonarmi al processo alchemico che stava avvenendo dentro ed intorno a me. Magia pura. Piccoli grandi miracoli di vita vissuta sino in fondo senza perdersi alcuna sensazione ed emozione. Osservavo il mare e ne ascoltavo la musica. Osservavo i suoi frutti ed il movimento lento e soave, o impetuoso, senza sentirmi turbata. Mi sentivo parte del tutto. Mi sentivo parte di un progetto più grande e maestoso fonte di insegnamenti e visioni. Mi sentivo viva e con me sentivo viva la terra e tutti gli altri elementi. Sentivo il loro orchestrare e muoversi nello spazio tangibile e sottile con l’intento di creare un’armonia perfetta dentro e fuori di me. Sentivo la vita schiudersi, dentro me, attraverso un movimento lento. Sì, un movimento lento, ma privo di dubbi e incertezze. Un movimento che oggi mi accompagna e che riconosco essere con me da sempre e a cui mi inchino con gratitudine ed a cuore aperto.
Strana la vita vero?! Ti fa fare dei giri enormi per poi riportarti lì, permettendoti di tornare alle radici della tua esistenza. Eh sì perché è da lì che tutti partiamo in questa dimensione ed è da lì che ripartiamo per passare al livello successivo.Con Amore
Jaya 💖

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